Moschea di Ibn Tulun, Il Cairo: Costruita Senza Pietra Presa in Prestito
La Capitale di un Governatore, Costruita da Zero
Nell'876, Ahmad ibn Tulun, il governatore abbaside inviato a governare l'Egitto, decise che preferiva amministrare un proprio stato piuttosto che continuare a rispondere a Baghdad. Costruì una nuova capitale, al-Qata'i, su un'altura chiamata Jabal Yashkur, e al suo centro sorse una moschea pensata per superare qualsiasi altra in Egitto. Fu completata in soli tre anni, entro l'879, e ancora oggi si presenta in gran parte come fu costruita, il che ne fa la moschea più antica del Cairo giunta fino a noi vicina alla sua forma originale.
È anche la moschea più grande della città per superficie, con oltre 26.000 metri quadrati, abbastanza vasta da poter un tempo ospitare, nel solo cortile esterno, l'intera popolazione di al-Qata'i per la preghiera del venerdì.
Niente in Prestito
Gran parte delle prime moschee del Cairo riutilizzava colonne e pietre prelevate da antichi edifici romani, bizantini o faraonici. Ibn Tulun no. È costruita quasi interamente in mattoni cotti e stucco intagliato, materiale proprio invece che di recupero, nello stile abbaside che Ibn Tulun conosceva bene da Samarra, in Iraq, dove aveva prestato servizio prima di arrivare in Egitto. È uno dei pochi luoghi del paese dove si può ammirare un'architettura abbaside pura: arcate poggiate su massicci pilastri rettangolari invece delle colonne di marmo di recupero che si trovano quasi ovunque altrove nel Cairo Islamico.
Il Minareto a Spirale e la Promessa di un Sultano
Il minareto a spirale della moschea è il dettaglio che la maggior parte delle persone ricorda, una scala che si avvolge intorno all'esterno della torre invece di salire al suo interno, modellata sul minareto Malwiya della Grande Moschea di Samarra. La versione oggi visibile fu in gran parte ricostruita intorno al 1296 dal Sultano Lajin, che si dice si fosse nascosto nella moschea durante un periodo di disordini politici, promettendo di restaurarla se fosse sopravvissuto. Sopravvisse, e divenne sultano poco dopo. È ancora possibile salire la scala esterna del minareto per godere di una vista sul cortile, sulla Cittadella e, nelle giornate limpide, sulle piramidi in lontananza.
Due Chilometri di Scrittura Sacra in Legno
Lungo le pareti interne, appena sotto la linea del tetto, corre un fregio in legno di sicomoro intagliato con iscrizioni cufiche, versetti del Corano che si estendono per circa due chilometri intorno all'edificio e che si dice contengano circa un quinto dell'intero testo. È uno dei più grandi esempi sopravvissuti di calligrafia coranica antica al mondo, intagliato nel legno anziché nella pietra, il che spiega in parte perché si sia conservato così bene.
Da Sapere Prima di Andare
La maggior parte delle visite dura dai 45 minuti a un'ora, di più se si intende salire sul minareto e soffermarsi sulle grate in stucco delle finestre, ognuna intagliata con un motivo geometrico diverso. La moschea si trova proprio accanto al Museo Gayer-Anderson, una casa ottomana restaurata che la maggior parte dei visitatori vede nella stessa uscita.